La respirazione nella pratica delle Asana

“Quando il respiro è agitato, anche la mente è instabile, ma quando il respiro si acquieta, anche la mente si rasserena”

Hatha Yoga Pradipika, 2 – II

Il respiro nasce dentro di noi e si sviluppa in un movimento dolce e costante che permette di allungare e rilassare il corpo. È un processo che coinvolge tutto il nostro essere. Con l’inspirazione, si espandono il petto, i muscoli intercostali e l’addome, ed allo stesso tempo, il diaframma scende e permette all’aria di riempire completamente i polmoni. All’espirare si contrae dolcemente la parte bassa l’addome, portando l’ombelico verso l’interno, il diaframma sale, i polmoni si svuotano ed il petto si rilassa.

Nella pratica di yogasana, la mente guida il respiro e il respiro muove il corpo. Il respiro è, dunque, intimamente collegato al movimento, ed è costantemente presente in ognuna delle tre fasi che costituiscono un’asana (entrata, mantenimento ed uscita dalla posizione). Il suo ritmo e la sua profondità è un riflesso di quanto sia agevole la vostra pratica. Le asana eseguite con fermezza e comodità (Sthira-Sukha), e guidate dal respiro naturale, fluido e profondo, vi aiuteranno a concentrare la vostra attenzione nell’esperienza del momento presente, senza lasciar spazio al divagare della mente.

Il respiro consapevole da vita alle asana. È da tener presente che con l’inspirazione si allunga la colonna vertebrale, si apre il petto, si allontanano gli arti del tronco ed i piegamenti all’indietro risultano più semplici. Invece, i movimenti in cui gli arti si avvicinano al corpo, i piegamenti in avanti, così come le torsioni, avvengono in modo naturale con l’espirazione. Allungatevi inspirando e rilassatevi espirando.

Praticate con calma, gratitudine e gioia…. e respirate.

cover10

Annunci

Mantra – Il sacro potere del suono

mantras

OM karam bindu samyuktam
nityam dhyayanti yoginah
kamadam moksadam chaiva
OM karaya Namo Namah

“Mi abbandono all’AOM, il suono primordiale che viene meditato dagli yogi per liberare i legami e raggiungere la liberazione”

La descrizione del Mantra è stata presa da: www.ayurveda-ashram.it/it/mantra-di-ashram

I Mantra sono suoni sacri in forma di sillabe, parole, frasi o poesie tipicamente scritte in sanscrito, il cui canto genera una vibrazione sottile ed armonica capace di risvegliare la coscienza.

Nella tradizione Indu i Mantra furono rivelati ai Rishi (maestri, saggi e santi del periodo vedico) e successivamente  furono codificati nelle sacre scritture e tramandati da guru a discepoli attraverso i secoli. Sono energie mistiche che da sempre esistono e che non possono venir create o distrutte.
La parola sanscrita Mantra viene tradotta letteralmente come “strumento della mente”.  La sillaba MAN significa “pensare”, mentre TRA vuol dire “strumento”. Tuttavia diversi maestri hanno proposto diverse interpretazioni e traduzioni. Per esempio nel Japa Yoga, Swami Sivananda  definisce mantra come “pensiero che offre protezione e libera”.
Questi suoni sacri possono essere fatti di monosillabi, come il mantra OM, di una singola frase, come Om Namah Shivaya, di strofe con metrica definita, come il Gayatri Mantra, o di poemi più complessi. Vengono recitati in cinque forme diverse: ad altra voce, sussurrati muovendo le labbra, mentalmente,
controllando la respirazione, o in silenzio scrivendolo in un quaderno.
La ripetizione di una sillaba, nome, o frase prende forma nella mente. Sebbene non si possa conoscere consciamente la forma connessa al mantra che si recita, esso crea una struttura di pensiero che acquieta la mente e induce alla calma. Cantare mantra in sanscrito, con attenzione alla giusta pronuncia e comprendendone il significato, crea vibrazioni sonore che producono effetti benefici a livello fisico, mentale e intellettuale.
Tradizionalmente il numero di ripetizioni dei mantra è 108. Nel caso di un mantra polisillabico, per esempio il Gayatri Mantra, questo significa 20 minuti di pratica. Esistono, tuttavia, altre pratiche spirituali, come il purashcharana, in cui il mantra viene ripetuto un maggior numero di volte.

Vi sono due tipi principali di mantra: Saguna e Nirguna
I mantra Saguna che vengono recitati concentrandosi su forme, divinità o simboli. Per esempio, si può associare il gayatri Mantra a un yantra, schema geometrico che si presta alla meditazione, che ha lo stesso nome, recitandolo con lo sguardo fisso sull’immagine o mentre la si visualizza ad occhi chiusi.
A seconda il temperamento della persona o se l’aspiranti non è attratto di una divinità spirituale, esistono mantra senza forma detti Mantra Nirguna, cioè, mantra astratti e formule vedantiche usate per creare vibrazioni di identificazione con l’universo . È il caso del mantra seme OM “il suono originario”, e il mantra Soham “io sono ciò che sono”.

L’efficacia del mantra dipende del grado di concentrazione. Si deve mantenere incessantemente l’attenzione della mente sul suono del mantra, solo allora si trarrà il massimo beneficio da esso. La struttura di pensiero che creano i mantra è soltanto un mezzo per preparare l’essere umano alla vera meditazione, cioè ad uno stato di unità con Dio.

Bala yoga – Yoga per Bambini: fantasia e immaginazione

Insegnare yoga per i più piccoli della casa, è un viaggio pieno d’avventura e creatività in cui si fanno conoscere, ad esempio, i cinque elementi attraverso il riscaldamento, o le posizioni con racconti pieni di magia come il bosco degli alberi sacri che non cadono mai (Vrksasana), o il leone (Simhasana) che difende gli animali della giungla, o il respiro che si muove come un treno o che si espande come un palloncino. Dover spiegare perché nelle favole indiane ci sono personaggi di colore blu, o perché i pinguini vivono soltanto la polo sud, o la storia di quella piccola rana seduta al sole vicino a uno stagno, e tante altre cose, fa diventare lo yoga per bambini una sfida alla immaginazione, dove ogni azione può essere preceduta dalla domanda o dalla risposta più ingegnosa e strepitosa.
bimba ranaSecondo la mia esperienza penso che non si possa insegnare yoga ai bimbi come se fosse un’attività ricreativa di semplici movimenti corporali o di giochi senza un insegnamento che riesca a trasmettere esempi di compassione, non violenza e tolleranza. Anche se il lavoro fisico è una parte importante nello yoga per bambini, il suo scopo principale è quello di favorire la concentrazione. Oltre a questo, nelle lezioni i bimbi imparano a trattar bene ed essere più amorevoli con il proprio corpo, ad esprimere le emozioni in modo sano, ad ascoltare, ad essere più disciplinati, ed a condividere e relazionarsi con gli altri in un ambiente armonico e rispettoso.

Quando li osservo chiudere gli occhi mentre fanno le posizioni, e si concentrano respirando profondamente, sento che questo gioioso viaggio che è yoga per bambini è arrivato al loro cuore, e so che questa esperienza rimarrà a lungo nella loro memoria.

Con il tuo permesso mia cara Sophie:
“Ciao arely, sono sofia ti ricordi di me? venivo a lezione di yoga avevo pensato di venire a trovarti molte volte.  come stai sai? continuo a fare gli esercizi e i mandala qualche volta. Ti voglio tanto tanto bene. Spero che risponderai. Sei sempre nel my corazon credo si dica così spero che risponderai a e ho comunque 10 anni”

Il distacco come pratica

Arely… tu fai yoga, vero? Allora devi anche distaccare?  Tu lascia andare…
Swami Joythinayananda, prima lezione del primo Gennaio 2015.

let-go-kiteLe azioni del distacco sono delle lezioni più difficile d’affrontare nel percorso yogico. Attraverso la propria esperienza e la consapevolezza acquisita durante la pratica spirituale, impariamo che l’attaccamento, sia materiale che emozionale, porta alla sofferenza. Agire con distacco è svolgere una azione pensando  semplicemente che la si debba fare per dovere, senza aspettare che il risultato piaccia o meno. Non è il piacere o il volere, è il dovere di farlo.
Soltanto la disciplina nella pratica ci dona la chiarezza mentale e la calma per imparare a lasciar andare… lasciar andare ciò che ci crea dipendenza, che ci lega e non ci permette vivere con leggerezza, pace e in libertà.

Infatti quando un uomo non prova più attaccamento per gli
oggetti dei sensi, avendo rinunciato a ogni ideazione e a ogni
attività interessata, di lui si afferma che abbia raggiunto la vetta
dello yoga.

Bhagavad Gita. Cap VI, verso 4

Formulare buone intenzioni attraverso Sankalpa

 

Sankalpa significa intenzione o risoluzione. È una tecnica di allenamento mentale che può essere inclusa nella pratica dello Yoga (Asana, yoga nidra e meditazione), e prende la forma di brevi dichiarazioni che vengono ripetute nei momenti in cui la mente è calma e quieta, e che rimangono impresse nel subconscio per autosuggestione.
Spesso le buone intenzioni e i nuovi propositi falliscono perché vengono formulati in modo superficiale dall’intelletto o in un momento in cui la mente è disturbata e non pronta per il cambiamento.
Sankalpa è l’azione che nasce dal cuore, ed attraverso la quale, con grande forza di volontà, viene piantato il seme dell’intenzione. È un strumento che prepara la mente è l’anima a ricevere l’intenzione di quello che vogliamo diventare o fare nella nostra vita.sankalpa 2Preparazione:
La scoperta del proprio Sankalpa è un processo che richiede lo sviluppo della capacità d’ascolto. I  desideri più puri e sinceri sono quelli che esprimono la vera natura dell’uomo, e sono pronti per essere sentiti ed ascoltati.
La scelta del proprio Sankalpa deve ricadere fra questi desideri e deve essere collegata al proprio Dharma. Tale scelta deve essere realizzata senza fretta impiegando tutto il tempo necessario. Le dichiarazioni corrispondenti, che vengono ripetute durante la pratica del Sankalpa, devono essere molto precise, chiare e in tempo presente. Ciò permette di farle penetrare profondamente nel subconscio.

Alcuni esempi:
“sono in pace con me stesso”
“sono pienezza”
“sono guarito, sono libero”
“mi sento in armonia fisica e mentale”
“Sono più consapevole”
“sveglio il mio potenziale spirituale”
“sono paziente, sono sereno”
“seguo il mio cuore”
“pratico il distacco

La frase deve essere ripetuta, senza modificazioni, almeno tre volte durante ogni pratica di yoga nidra, nel momento di profondo rilassamento, in questo modo germinerà y si svilupperà diventando più forte e visibile alla nostra coscienza e alla nostra realtà.
Questa pratica aiuta ad entrare in sintonia con ciò che vogliamo veramente nella vita.

 

Testo ispirado al libro “Yoga Nidra” da Swami Satyananda Saraswati