Filosofia

yoga Salerno - Arely Torres                         मोगणित्तवृणत्तणनयोध् ॥ २॥                            yogash chittavritti nirodhah
(Sutra 1.2, Samadhipada)

“Yuj” è la radice sanscrita da cui deriva la parola Yoga e significa “unire, mettere insieme, integrare”. Dunque lo yoga è una pratica che integra in modo armonico tutto il nostro essere sotto vari aspetti – fisico, emozionale, mentale ed energetico, con la natura e con tutto ciò che lo circonda.
Lo yoga, è a una delle sei correnti filosofiche vediche, è si focalizza sull’autodisciplina.

Le vie dello Yoga che riguardano lo Yoga Sadhana (la pratica quotidiana spirituale) sono:
– Gnana Yoga: lo yoga della conoscenza.
– Bhakti Yoga: lo yoga della compassione e della devozione.
– Karma Yoga: lo yoga dell’azione e del servizio disinteressato.
– Raja Yoga: lo yoga del controllo e della purificazione della mente.
– Hatha Yoga: è il controllo della mente attraverso il controllo del corpo

La luce dello Hatha Yoga
Nello Hatha Yoga Pradipika, uno dei testi dello yoga classico elaborato dallo Yogi Svatmarama, sono contenuti gli insegnamenti fondamentali dello Hatha Yoga: le posizioni (Asana), il controllo del respiro (Pranayama) e le azioni di purificazione del corpo (Shatkarma Kriya), le tecniche di concentrazione del prana in una determinata zona del corpo (Mudra) e il controllo di certi organi e muscoli del corpo (Bandha), e per ultimo la contemplazione pura (Samadhi).

Hatha Yoga è una pratica contemplativa e introspettiva, in cui semplici posizioni fisiche (Asana) vengono mantenute a lungo, e si dà particolare rilievo a diverse esercizi di respirazione, tecniche di purificazione e di concentrazione, e al rilassamento finale, quali elementi integrativi e fondamentali per una pratica completa che agisce sull’intero organismo e promuove la salute.
Tutta pratica di Hatha Âsana (Sivananda, Iyengar, Yoga nella tradizione di Krishnamacharya, Integrale, Ashtanga vinyâsa, etc) si ispira nei diversi testi sacri dello yoga come lo Hatha Yoga Pradipika, lo Yoga Sutra di Patanjali tra altri.

Ashtânga Yoga
Lo yoga è stato codificato da Patañjali Maharishi nella sua grande opera lo Yoga Sutra (aforismi sullo yoga), conosciuta anche come Ashtânga yoga (ashta=otto; anga=arto), visto che la pratica è divisa in otto stadi. Essi sono:

– Yama e Niyama: indicano i doveri verso se stesso e verso il mondo.
Yama – I comandamenti morali universali
– Ahimsa: non violenza
– Satya: verità e onestà
– Asteya: non rubare
– Brahmacharya: castità, seguire la via della virtù
– Aparigraha: praticare il distacco rinunciando ai propri beni

Niyama – L’autopurificazione con la disciplina
– Saucha: Purificazione interna ed esterna del corpo
– Santosha: appagamento, capacità di accontentarsi per raggiungere la felicità..
– Tapas: pratica ascetica o spirituale, implica l’austerità e l’autodisciplina. È lavorare senza motivi egoistici o attesa di ricompensa
– Swadhyaya: studiare i testi sacri, meditare, recitare mantra
– Ishwara Pranidhana: la rinuncia completa. È la consacrazione al signore delle proprie azioni e della propria volontà

– Asana: è una postura la quale è stabile, piacevole, e rende il corpo stabile, sano e leggero.
Pranayama: controllo della energia vitale “prana“.
Pratyahara: ritiro dei sensi dal mondo esteriore. Fermare l’azione dei sensi per calmare la mente.
Dharana: concentrazione. Mantenere l’atenzione: pensieri ed emozioni su un soggetto: una luce o un simbolo mistico. Questa pratica comprende insieme Asana, Pranayama e Pratyahara.
Dhyana: meditazione. È lo stato dove la mente annulla i pensieri e le emozioni. La meditazione avviene in Asana, Pranayama, Pratyahara e Dharana.
Samadhi: beatitudine, la contemplazione pura.

Lo Yoga Sadhana aiuta a disciplinare la mente e l’intelletto, a combattere lo stress quotidiano, a sciogliere dolcemente le rigidità del corpo, ad armonizzare le emozioni, a trasformare l’ego e a diventare puri.

Referenze
“Teoria e Pratica dello Yoga”, B.K.S Iyengar. Mediterranee. 2011
“Yoga”, Swami Joythimayananda. Fratelli Frilli Editori. 2011

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